In un Mediterraneo sempre più caldo e assetato, l’acqua non può restare un problema solo tecnico. È una questione di diritti, di giustizia e di pace.

In vista dell’Euro-Mediterranean Forum for the Right to Water, LINK 2007, AOI e CINI lanciano un appello a governi e istituzioni.

 

29/10/2026

LINK 2007, insieme alle reti AOI e CINI, lancia un appello che sottolinea l’urgenza di considerare l’acqua non soltanto come una risorsa da gestire, ma come un diritto umano e una responsabilità condivisa.

“L’acqua non è una merce e non deve mai diventare un’arma.”

L’acqua è un bene comune, e disporne in modo sicuro è un diritto, non un lusso. Accesso, qualità e continuità del servizio devono essere garantiti dalle politiche pubbliche. Il privato può aiutare a migliorare infrastrutture e gestione, ma non deve sostituirsi alle istituzioni pubbliche né trasformare l’acqua in una semplice merce.

Troppo spesso i problemi legati all’acqua vengono presentati come questioni tecniche, quando il nodo vero è chi controlla le risorse e chi decide come usarle. L’appello chiede di coinvolgere davvero donne, giovani, piccoli agricoltori e comunità rurali nelle decisioni che li riguardano. Allo stesso tempo, le scelte relative ad acqua, energia e agricoltura non possono essere considerate separatamente, ma devono tenere conto delle loro interconnessioni e degli effetti sugli ecosistemi.

La scarsità d’acqua può alimentare le tensioni, e il controllo delle infrastrutture idriche può diventare uno strumento di pressione tra Paesi in guerra. Ma l’acqua non deve diventare un’arma. Le reti della società civile sono chiare: gli impianti vanno protetti e l’accesso umanitario garantito sempre.

La gestione delle risorse idriche può rappresentare uno spazio di cooperazione.
La condivisione delle risorse transfrontaliere, il rafforzamento dei servizi pubblici, il coinvolgimento delle comunità e una maggiore solidarietà internazionale sono elementi essenziali per affrontare le crescenti pressioni sul sistema idrico nel Mediterraneo.

LINK 2007, insieme alle reti AOI e CINI, chiede:
– un tavolo permanente in cui la società civile possa incidere sulle decisioni;
– progetti locali replicabili;
– investimenti su energie rinnovabili e reti decentralizzate;
– regole per una finanza idrica equa;
– un fondo di solidarietà;
– diplomazia dell’acqua;
– educazione nelle scuole;
– un sistema pubblico che tenga traccia degli impegni presi.

Leggi l’appello delle reti: https://link2007.org/wp-content/uploads/2026/09/EMWF2026-Statement-AOI-CINI-LINK2007-it-2.pdf