Escalation militare in Medio Oriente: AOI, CINI, LINK 2007 e Piattaforma Mediterraneo e Medio Oriente scrivono al MAECI

27/03/2026

Il 5 marzo 2026 le reti della società civile italiana AOI – Associazione delle ONG Italiane, CINI – Coordinamento Italiano delle ONG Internazionali, LINK 2007 – Cooperazione in Rete e la Piattaforma delle OSC Mediterraneo e Medio Oriente hanno inviato una lettera formale al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) per esprimere profonda preoccupazione sull’attuale escalation militare in Medio Oriente.

L’escalation sta producendo gravi conseguenze sulle popolazioni civili della regione, già esposte a condizioni di vulnerabilità prolungata. In diversi contesti si registrano attacchi continui che colpiscono aree abitate, provocando vittime anche a causa della caduta di frammenti di munizioni. La presenza diffusa di residui bellici inesplosi rappresenta inoltre un rischio costante per le comunità locali.  A ciò si aggiungono interruzioni significative nei servizi essenziali: la sospensione delle attività scolastiche in Paesi come il Libano e in alcune aree della Cisgiordania compromette il diritto all’istruzione e i programmi educativi sostenuti dalle organizzazioni, mentre le già critiche limitazioni nell’accesso a carburante ed elettricità, in particolare in Siria, Iraq, Yemen e Libano, incidono sulla vita quotidiana e sull’accesso a servizi fondamentali.

Tali dinamiche stanno determinando rilevanti conseguenze anche sull’operatività degli interventi umanitari nel Territorio Palestinese Occupato, in Libano, Siria, Giordania e Iraq. Le chiusure dello spazio aereo, le restrizioni ai valichi di frontiera e il deterioramento del quadro di sicurezza stanno ostacolando il movimento di operatori, merci e beni essenziali quali forniture mediche, kit igienici e generi alimentari, mettendo a rischio la capacità delle organizzazioni di rispondere in modo tempestivo ed efficace ai bisogni delle popolazioni più vulnerabili.

Nella lettera, le reti sottolineano la priorità assoluta della sicurezza del personale e dei partner locali, insieme alla necessità di garantire la continuità degli interventi a favore delle popolazioni più vulnerabili.

Per far fronte a tali impegni, le reti della società civile italiana hanno richiesto l’attivazione di un tavolo di coordinamento tra il MAECI e le reti delle ONG italiane impegnate nella regione, al fine di:

  • monitorare congiuntamente l’evoluzione del quadro di sicurezza e dei bisogni umanitari,
  • definire e aggiornare eventuali piani di evacuazione del personale,
  • individuare misure utili a garantire l’operatività delle organizzazioni italiane e
  • valutare possibili interventi emergenziali aggiuntivi da implementare tempestivamente.

A seguito della lettera, la DGCS ha convocato un incontro, tenutosi il 19 marzo 2026, nel quale ha confermato la propria estrema attenzione alle questioni sollevate e la disponibilità ad attivare meccanismi di consultazione regolare sulla crisi.

Foto: AFP/SIR