Introduzione al rapporto sui Sistemi e le politiche locali del Cibo come strumento per la trasformazione dei Sistemi Alimentari e considerazioni sui percorsi di sostenibilità

14/07/2023

Italo Rizzi – referente LINK 2007 Cooperazione in rete sui Sistemi Alimentari

I Sistemi Alimentari sono centrali per il benessere sociale, per la salute degli ecosistemi, la sicurezza alimentare e nutrizionale, la cultura e il paesaggio e al contempo pongono sfide cruciali in merito alla riduzione della biodiversità, il sovraconsumo idrico, le emissioni di gas serra e l’inquinamento delle falde con gravi implicazioni per la salute umana. Subiscono il cambiamento climatico e vi contribuiscono.

La crisi dovuta alla pandemia Covid 19 e l’impatto dell’aggressione militare della Russia in Ukraina così come molte altre crisi regionali, hanno chiaramente mostrato le gravi debolezze delle filiere globali, legate a doppio filo al prezzo dell’energia e dei fertilizzanti, e hanno mostrato il fianco a pandemie originatesi da una natura violata e da un sistema sotto scacco della speculazione finanziaria.

Questo in un sistema in cui l’ineguaglianza cresce in tanti luoghi del mondo. In Europa circa il 10% della popolazione non ha accesso a una dieta adeguata, cifra che in Italia cresce al 15%, la cosiddetta povertà alimentare, in una crisi che non è di disponibilità globale, ma di accesso al cibo. Queste dinamiche non sono una sorpresa, sono anni ormai che sta aumentando il numero di persone che soffre di malnutrizione, di fame e di malattie legate all’obesità, frutto dell’ineguaglianza e di sistemi alimentari che necessitano di un ripensamento sia a livello globale che locale.

La costituzione di un gruppo di lavoro del tavolo nazionale sui sistemi alimentari e la redazione del rapporto sui Sistemi e le politiche locali del Cibo come strumento per la trasformazione dei Sistemi Alimentari  è stata occasione di riflessione e di elaborazione di proposte da parte delle organizzazioni che l’hanno promosso: RPLC, Link2007, Slow Food e Economy of Francesco. Al centro dell’elaborazione è il focus sui sistemi alimentari basati sui diritti che consente di fare leva sui sistemi di conoscenze e tecnologie che non marginalizzano, che consentono di traguardare oltre il consumo di massa e la cultura dello spreco e che non trattano il cibo solo come merce o mezzo di sopravvivenza per riconoscere il suo profondo significato culturale nonché il potenziale di mobilitazione sociale per il cambiamento. Questo contributo, finalizzato nel 2022, ha accolto suggerimenti e arricchimenti ed è stato condiviso nel corso di incontri pubblici presso Terra Madre, la Scuola Superiore Sant’Anna e lo stesso tavolo nazionale sui sistemi alimentari a regia MAECI, nonché con interventi presso il CIHEAM e con eventi all’interno del festival dello sviluppo sostenibile 2023.

A Dakar al forum dell’economia sociale e solidale tenuto a Maggio 2023, a cui Link2007 ha partecipato con interventi nei panel generali e con dei side events, il Viceministro dell’agricoltura del Senegal ha indicato che bisogna osare la riforma ma in realtà bisogna osare la trasformazione. La trasformazione verso la sostenibilità necessita di un cambiamento radicale che richiede un nuovo “contratto sociale globale” che sostenga “innovazioni per un uso più sostenibile delle risorse” (WBGU 2011, p.51), ma anche un “rimodellamento globale dell’economia e della società verso la sostenibilità”.

Sebbene esista un ampio consenso sulla necessità di cambiamenti per ottenere un sistema alimentare più giusto e sostenibile ciò che manca è un accordo su come raggiungere i cambiamenti desiderati per l’esistenza di barriere all’azione, di un ambiente normativo complesso, ma anche di potenziali conflitti di interesse, interessi acquisiti, determinanti culturali e dalla prevalenza di orizzonti temporali a breve termine rispetto a quelli a lungo termine.

In Europa l’European Green Deal e la Farm to Fork Strategy dell’UE danno un chiaro indirizzo su come reindirizzare il nostro sistema alimentare, congiuntamente al Report “Rethinking Agriculture”, dell’European Environment Agency, che ci invita a cogliere la dimensione di sfida che i sistemi alimentari attuali pongono in merito alla sostenibilità, declinata nelle sue diverse dimensioni.  EuropeAid, la Direzione generale per le International Partnership dell’UE (DG-INTPA) in vari momenti di interlocuzione con le organizzazioni della società civile ha mostrato di supportare la transizione agroecologica verso sistemi alimentari inclusivi, giusti, sostenibili e resilienti. Tuttavia, oltre ad un più forte indirizzo dei flussi di finanziamento delle iniziative che perseguono tale approccio, occorre una maggiore coerenza delle politiche con la DG Trade e DG Agri che sostengono in buona parte un approccio che mette al centro produttività e orientamento all’export anche con riguardo alle ricette per i Paesi del Sud Globale. Dopo un periodo di arresto dovuto proprio alla crisi pandemica del Covid, la proposta di un quadro legislativo per i sistemi alimentari sostenibili (FSFS) è una delle iniziative faro della strategia Farm to Fork e sarà adottata dalla Commissione Europea entro la fine del 2023. Il suo obiettivo è accelerare e facilitare la transizione verso sistemi alimentari sostenibili e promuovere la coerenza delle politiche a livello europeo e nazionale, l’integrazione della sostenibilità in tutte le politiche alimentari e il rafforzamento della resilienza dei sistemi alimentari. Eppure, secondo alcuni documenti dell’Unione Europea vi sono importanti resistenze di tipo corporativo alla finalizzazione del FSFS che strumentalizzano l’attuale contesto politico. È per questo motivo che oltre ad una risposta coesa della società è indispensabile un supporto delle istituzioni nazionali ed europee in grado di promuovere il bene comune.

L’Italia stessa, che per le sue tradizioni di cibo dei territori e per sua cultura integrata, sta maturando un crescente interesse operativo per la Sovranità alimentare e per l’Agroecologia, che finora aveva sostenuto con poche risorse confronto all’agricoltura convenzionale, e inoltre si appresta a definire un ambizioso piano di partenariati con l’Africa. Queste iniziative pongono al centro lo sviluppo economico sostenibile, la questione della transizione energetica e della stabilizzazione dei Paesi, includendo il cosiddetto Piano Mattei, che verrà probabilmente presentato ad Ottobre 2023 nel corso del summit intergovernativo Italia-Africa.  L’Italia ha un grande potenziale ed esperienze di cibo di comunità, pratiche di politiche locali del cibo e un tessuto di piccole e medie imprese che attuano percorsi sostenibili di produzione e di trasformazione. Quanto di questo potenziale verrà valorizzato nei percorsi sostenuti dall’Italia sia nei quadri bilaterali che globali è ancora da definire. La società civile che si occupa da decenni di cooperazione allo sviluppo sostenibile e di solidarietà può e deve giocare un ruolo operativo importante.

Una delle occasioni più importanti per delineare chiaramente questi elementi è rappresentato dal secondo forum sui sistemi alimentari sostenibili, il cosiddetto UNFSS+2 che si terrà a Roma nel mese di luglio 2023. L’UNFSS ha un grande potenziale di incontro e proposta e al contempo è esposta al rischio che prevalgano interessi conservativi su una traiettoria fallimentare dell’agricoltura industriale e delle concentrazioni di mercato. Ma in un mondo nel quale gli spazi di dialogo politico democratico sono limitati è fondamentale accrescere gli spazi di condivisione e avanzare la riflessione e le proposte che alimenteranno il dialogo a partire dal Tavolo Nazionale sui Sistemi Alimentare e in preparazione alla conferenza Italia-Africa sui Sistemi alimentari che si terrà nel 2024. Pertanto, il documento di seguito e il gruppo di lavoro costituiti da attori del mondo universitario, della società civile, del mondo della produzione, della cooperazione e della solidarietà internazionale mette a disposizione esperienze e proposte concrete per la trasformazione dei sistemi alimentari. La capacità del Sistema Italia di valorizzare queste proposte negli spazi esistenti di dialogo politico, fornirà una risposta sull’efficacia del dialogo sempre più serrato sul nexus migrazione sviluppo,  per la creazione di posti di lavoro dignitoso e per lo sviluppo sostenibile in modo tale che questi percorsi per sistemi alimentari giusti e sostenibili siano incisivi e contribuiscano alla sostenibilità, alla stabilità e ad un armonioso rapporto tra i popoli e i governi dell’Africa e dell’Europa.

QUI il documento

L’articolo è stato pubblicato su VITA NON PROFIT