VERSO COOPERA 2026
Una proposta di LINK 2007 per una cooperazione allo sviluppo
più strategica, paritaria ed efficace
Una proposta di LINK 2007 per una cooperazione allo sviluppo
più strategica, paritaria ed efficace

27/04/2026
COOPERA 2026 deve rappresentare un passaggio decisivo per ridefinire il ruolo, la qualità e la direzione della cooperazione italiana allo sviluppo, trasformandosi da adempimento formale in un vero punto di svolta politico e operativo.
La cooperazione italiana dispone di una base solida: una cornice normativa avanzata (Legge 125/2014), un sistema ricco di attori, competenze e partenariati diffusi e una tradizione riconosciuta a livello internazionale. Il Documento Triennale 2024-2026 e il Piano Mattei hanno rilanciato il tema, riportandolo al centro della politica estera, in particolare verso aree considerate strategiche come l’Africa.
Permangono tuttavia criticità evidenti: insufficiente coerenza strategica, frammentazione degli interventi, debole integrazione tra strumenti, eccessiva complessità procedurale, difficoltà nel valorizzare pienamente tutti i soggetti attuatori e il rischio di partenariati più dichiarati che effettivi.
In una fase storica segnata da crescente instabilità e da una tendenza a ridurre le relazioni internazionali a rapporti di forza e di convenienza immediata, torna centrale il ruolo della politica nel definire strategie, principi, limiti e responsabilità delle scelte pubbliche. In assenza di questo indirizzo, rischiano di prevalere logiche di breve periodo e un indebolimento del diritto internazionale e delle regole condivise.
La sfida del prossimo triennio è quindi chiara: passare da una cooperazione spesso dispersa e procedurale a una cooperazione più strategica, semplice, integrata e orientata all’impatto. Ciò richiede alcune scelte chiave.
È urgente definire una strategia triennale chiara, vincolante e attuabile, articolata per Paesi e aree, con priorità limitate, obiettivi misurabili e sistemi di monitoraggio e valutazione. Occorre concentrare risorse e interventi su priorità strategiche condivise superando la dispersione e privilegiando programmi pluriennali. La programmazione deve evolvere da elenco di progetti a visione strategica fondata su analisi contestuali e orizzonti di medio-lungo periodo, con approcci differenziati e adattivi tra contesti stabili e fragili.
I partenariati, per essere realmente paritari, devono basarsi su dialogo, coprogettazione, ownership locale e responsabilità condivisa.
Bisogna inoltre valorizzare il sistema multi-attore della cooperazione italiana. Organizzazioni della società civile, enti territoriali, università, settore privato e diaspore rappresentano risorse complementari, da integrare in modo coerente, riconoscendone ruoli e specificità. In particolare, le OSC devono essere riconosciute non solo come attuatori, ma come partner nella definizione delle politiche, mentre il coinvolgimento del settore privato deve essere meglio orientato e regolato, garantendo coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Un nodo cruciale riguarda gli strumenti procedurali della cooperazione, oggi ancora troppo complessi e poco adatti ai contesti operativi. È indispensabile una profonda revisione che attui un cambio di paradigma: meno enfasi sui processi formali e maggiore attenzione ai risultati, con una gestione consapevole e condivisa del rischio, maggiore autonomia operativa e una governance più snella ed efficace. È inoltre necessario spostare il focus dalla misurazione delle risorse alla valutazione dell’impatto, attraverso sistemi solidi, trasparenti e orientati ai risultati.
Infine, occorre integrare in modo efficace finanza pubblica e privata. Gli strumenti finanziari devono rafforzare, e non sostituire, la cooperazione a dono, evitando di escludere i contesti più fragili e i settori sociali fondamentali.
COOPERA 2026 ha il compito di tradurre queste scelte in orientamenti operativi chiari e verificabili, capaci di assicurare che la cooperazione italiana possa svolgere pienamente il ruolo che la legge le attribuisce: componente qualificante della politica estera e strumento credibile di solidarietà, sviluppo condiviso e relazioni paritarie tra i popoli.
