Eventi di LINK 2007 a Codeway Expo 2025

22/05/2025

Nel contesto di Codeway Expo 2025, LINK 2007 ha promosso tre eventi – tra il 14 e il 15 maggio – che hanno offerto una riflessione approfondita e articolata su alcune delle principali sfide della cooperazione internazionale, a partire dalla trasformazione dello scenario geopolitico fino alla necessità di affrontare con approcci sistemici e innovativi i temi delle migrazioni e del debito nei Paesi più vulnerabili. Gli incontri, partecipati da rappresentanti delle istituzioni italiane e africane, esponenti della società civile, del mondo accademico e del settore privato, hanno confermato l’urgenza di riformulare strategie e strumenti per affrontare le sfide di un mondo in rapida e profonda evoluzione.

L’evento “Cooperazione allo sviluppo: riflessioni e soluzioni per un mondo che cambia”, svoltosi il 14 maggio, ha inaugurato il ciclo di incontri con un dibattito facilitato da Roberto Ridolfi, volto a interrogarsi su quale direzione debba prendere oggi la cooperazione allo sviluppo. Il confronto ha messo in evidenza come le dinamiche globali – dalla crisi della governance multilaterale all’affermarsi di nuove egemonie, dalla disgregazione dei sistemi democratici alle conseguenze del cambiamento climatico – impongano un ripensamento radicale del ruolo dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo e dei partenariati tradizionali.

Carlo Batori, Vice Direttore Generale della DGCS del MAECI, ha sottolineato che, sebbene le risorse per la cooperazione siano in calo a livello globale, questo non deve essere letto come una sconfitta. Al contrario, il momento attuale può rappresentare un’opportunità per razionalizzare, ottimizzare e rafforzare l’efficacia degli interventi, puntando su tre assi fondamentali: la formazione e il capitale umano, l’innovazione tecnologica e organizzativa, e la costruzione di partenariati più strutturati.

Sandro De Luca, Presidente di LINK 2007, ha posto l’accento sul nuovo posizionamento delle OSC rispetto agli altri attori della cooperazione internazionale. Come sostenuto dal Presidente, oggi si riconosce con sempre maggiore chiarezza quanto sia fondamentale valorizzare la diversità delle competenze, delle esperienze e delle capacità presenti nel settore della cooperazione e questa ricchezza è essenziale per affrontare le sfide complesse e interconnesse dello sviluppo internazionale.

La discussione si è ampliata con l’intervento di Francesco Corvaro, Inviato Speciale del Governo italiano per il cambiamento climatico, che ha ribadito la necessità di integrare in modo sistemico la dimensione ambientale nella cooperazione allo sviluppo. I contributi di Confindustria, rappresentata da Pasquale Cerbone, e di ENI, con Barbara Mineo, hanno evidenziato il valore del coinvolgimento del settore privato come motore di sviluppo sostenibile, tecnologico e inclusivo.

Nel pomeriggio della stessa giornata si è svolto un secondo seminario, questa volta dedicato al rapporto tra formazione professionale e politiche migratorie, a partire dal progetto A Brighter Future. Moderato da Sandro De Luca, l’incontro ha offerto un confronto vivo e concreto su come costruire percorsi di migrazione regolari, sicuri e soprattutto basati su opportunità reali di crescita e sviluppo nei Paesi di origine e di destinazione.

L’idea chiave emersa è che la migrazione non possa essere arrestata, ma debba essere governata: e per farlo è necessario investire nella formazione dei giovani, in particolare nel continente africano, dove la crescita demografica rende ancora più urgente un investimento strutturato in capitale umano. Stefano Bianchi (DGIT) ha ribadito la necessità di un’integrazione tra politiche di sviluppo e di mobilità, mentre Laurence Hart (OIM) ha sottolineato l’importanza di filiere formative connesse ai mercati del lavoro, come chiave per rendere la migrazione una scelta e non una fuga. Interventi ispirati sono giunti anche da Dina Rosa Agyemang (Fondazione Aurora) e Cleophas Adrien Dioma (Italia Africa Business Week), che hanno portato l’attenzione sulle potenzialità trasformative della formazione per i giovani africani, legandola a una narrazione positiva e strategica della migrazione. Stefano Gatti, Direttore Generale della DGCS, ha chiuso ribadendo che la cooperazione italiana deve assumere un ruolo di guida nella promozione di modelli di mobilità circolare e qualificata, integrati in piani di sviluppo locale.

Il ciclo di eventi si è concluso la mattina del 15 maggio con il seminario dedicato a uno dei nodi più critici per il futuro dell’Africa: il debito pubblico. Al centro dell’incontro, la presentazione della proposta RELEASE –– elaborata da LINK 2007 come modello per una riconversione del debito equa, sostenibile e tempestiva. Anche questo incontro è stato moderato da Roberto Ridolfi, che ha illustrato il caso dello Zambia come paese pilota per l’applicazione dell’iniziativa. L’Ambasciatrice dello Zambia Patricia Chisanga Kondolo ha accolto favorevolmente la proposta, manifestando l’interesse del suo Paese a collaborare.

Il seminario ha messo in luce come il debito stia diventando insostenibile per molti Paesi africani, soffocando la possibilità di investimenti nei settori cruciali dello sviluppo. RELEASE, in questo scenario, si propone come uno strumento per liberare risorse da destinare all’istruzione, alla sanità, alla transizione ecologica e alla riduzione delle disuguaglianze. Leonardo Becchetti (Università di Roma Tor Vergata), intervenuto online, ha insistito sull’urgenza di trattare il debito non solo come problema contabile ma come questione di giustizia globale. Ugo Melchionda (Last20), ha aggiunto che la sostenibilità del debito è strettamente legata alla capacità dei Paesi di creare sviluppo inclusivo e trattenere i propri talenti.

Il Giubileo 2025, rappresenta una grande occasione per rilanciare l’importanza di una riforma strutturale del sistema del debito, che restituisca sovranità economica e possibilità di futuro ai Paesi più fragili. 

Con questi tre appuntamenti, LINK 2007 ha confermato il suo ruolo di promotore di un pensiero critico, strategico e orientato all’azione nell’ambito della cooperazione internazionale. Un’agenda ambiziosa, che guarda al futuro con la consapevolezza che solo attraverso strumenti rinnovati, partenariati multilivello e il protagonismo delle comunità locali sarà possibile affrontare le grandi sfide globali e costruire un mondo più giusto, equo e sostenibile.

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